Gruppo Unione
Affrontare la vita può essere difficile, sopratutto se non si ha alle spalle una famiglia o una rete di sopravvivenza.
Lo sanno bene Ilaria, Cinzia, Federica Silvia, Chiara e Federica, le ragazze del gruppo Unione.
Ma come dice il motto, l’unione fa la forza. Ed è proprio unendo le forze e le menti che queste cinque ragazze hanno pensato un progetto. Si tratta di un percorso di sviluppo e consolidamento dell’autonomia per neo maggiorenni in uscita da percorsi di affidamento.
Vorrebbero un accordo tra due o più enti allo scopo di cooperare per fini comuni, ovvero l’autonomia lavorativa e abitativa del ragazzo.
“Uno spazio di opportunità, dove il disagio incontra l’agio” spiegano. Ed è proprio lo spazio abitativo il cardine della loro proposta. Al termine del percorso in comunità molti ragazzi non possono rientrare presso la famiglia di origine, non hanno risorse economiche e di conseguenza, si trovano senza un posto dove stare.
Proprio per questo è a loro che vorrebbero riservati dei posti all’interno dei social housing. Ma il passaggio verso l’età adulta non è segnato solo dalla ricerca di una casa. Ilaria, Cinzia, Federica Silvia, Chiara e Federica hanno pensato anche a questo. Propongono degli educatori che accompagnino i ragazzi in questo momento di transizione, aiutandoli nella gestione delle attività quotidiane, nella ricerca di un lavoro e in tutto ciò che può essere necessario.
“Una palestra dove allenarsi all’emancipazione”, così descrivono il proprio progetto. La fine di un percorso e l’inizio di una nuova vita, autonoma e sicura.
Perché come dice Chiara “il lavoro di un educatore é esserci!”.
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